Nuovi termini per correggere a proprio favore la dichiarazione dei redditi

L’articolo 5 del DL 193/2016, convertito in legge, “dichiarazione integrativa a favore del contribuente”, ridefinisce i tempi e le modalità per le correzioni delle dichiarazioni, che producono un vantaggio, a favore del contribuente.

Nelle precedenti disposizioni, la norma consentiva di emendare la propria dichiarazione dei redditi, fino alla scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo.

Quindi le rettifiche a favore del contribuente relative ad esempio al modello Unico 2015, potevano essere richieste, mediante la presentazione di un modello integrativo, massimo entro il 30 settembre 2016.

Mentre quelle a vantaggio del fisco, potevano essere rettificate entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione.

La novità introdotta dal dl193/2016, prevede il superamento della difformità dei termini, consentendo la correzione delle dichiarazioni, modello 730 o Unico, a vantaggio del contribuente, entro gli stessi termini previsti per le correzioni a vantaggio del fisco.

I termini previsti, sono per le dichiarazioni fino al periodo di imposto 2015, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, mentre per quelle relative ai periodi di imposta successivi, partendo dal 2016, il termine per le correzioni è fissato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Considerato che i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi prodotti nel 2016, salvo variazioni, è fissato al 30 settembre 2017, le correzioni potranno essere fatte entro il 31 dicembre 2022.

La norma regolamenta anche l’utilizzo dell’eventuale credito, che potrà essere utilizzato in compensazione, cioè per pagare eventuali debiti fiscali o contributivi, senza limitazioni, in caso di dichiarazione corretta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, mentre per i crediti relativi a dichiarazioni corrette successivamente, potranno essere utilizzati in compensazione solo per pagare eventuali debiti relativi a periodi di imposta successivi a quello di presentazione della rettifica.

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